Storia

_DSC1376bLa particolare collocazione dell’ingresso della cavità, su una falesia che sale dal mare, ha tenuto la Grotta del Fico lontana dall’uomo per millenni.

Ci voleva un personaggio particolare, una curiosità straordinaria, per affrontare quei traversi sulle onde, che ancora oggi fanno tremare i più esperti alpinisti. Siu Antioglu Morette era la persona giusta. Pastore di Baunei, conduceva le sue capre nella zona che circonda la Grotta e ne conosceva ogni sasso. Un giorno riesce ad arrivare fino alla falesia e poi oltre, fino a raggiungere quell’enorme foro nero.

 

Chissà che emozione, nei giorni di quelle prime esplorazioni alla luce del ginepro!

 

Baunei. Grotta del Fico.

I primi speleologi professionisti arrivano invece alla Grotta del Fico nel 1957: si tratta del Gruppo Speleologico Pio XI. Tra i vari componenti della spedizione c’è il noto scrittore Marcello Serra, che descrive così la grotta:

” Lo speco che ci accingiamo ad esplorare non ha ancora un nome. Lo chiameremo perciò Grotta del Castello perché questo suo prospetto maestoso affacciato sulla marina ci suggerisce perentoriamente tale denominazione.”

Seguendo la galleria principale arrivano ad un grande pozzo interno, che presto risulta in comunicazione col mare. In fondo alla cisterna marina quegli esploratori calandosi con le corde hanno trovato alla fine ciò che cercavano.
Nel silenzio teso, appena turbato dal leggero scalpiccio di quegli uomini che appesi alle funi puntano i piedi contro la parete sdrucciolevole del pozzo, si leva improvvisamente uno sciacquio fragoroso, un ansimare agitato e qualche verso bizzarro. Lo specchio d’acqua finora placido e inerte viene sconvolto da corpi guizzanti che si immergono a tratti e affiorano sbuffando.

– Ci sono le foche! – grida qualcuno.

Ed in effetti, al tempo, tanti sono gli esemplari di Foca Monaca Mediterranea (Monachus Monachus) che ancora vivono lungo la Costa di Baunei. Per proteggere quei timidi animali viene installato un cancello all’ingresso, che chiude la grotta per decenni.

Finché, ai primi anni 2000, un gruppo di giovani speleologi prende in mano la situazione: costituisce la Società Speleologica Baunese e decide di prendersi cura del Fico, allestendo un percorso turistico moderno e sicuro, riportando alla luce un’autentica meraviglia della natura, che oggi è davvero alla portata di tutti!

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